Mining Bitcoin: Non è Più il Momento di Guardare e Basta
Entrare nel mining da subito, approfittando di una perfetta congiuntura economica e tecnologica. Un passo che sembra difficile, ma può essere letteralmente dietro l'angolo...
uando si parla di Bitcoin, l’attenzione degli investitori si concentra quasi sempre sul prezzo. Sale, scende, rompe una resistenza, attraversa una fase ribassista o prepara un nuovo ciclo rialzista. Ma esiste un altro mercato, direttamente collegato a Bitcoin, che merita di essere osservato con altrettanta attenzione: quello del mining.
Ed è proprio qui che si trova una delle dinamiche più interessanti del momento.
Il recente recupero di Bitcoin ha prodotto un effetto immediato sull’economia dei miner. Secondo i dati riportati eloquentemente da Investing.com, l’hashprice — cioè il ricavo atteso per unità di potenza di calcolo — è aumentato del 20,4% in appena quattro giorni, passando da 31,80 a 38,29 dollari per petahash al secondo.
Il dato è importante perché racconta qualcosa che il semplice grafico di Bitcoin non mostra. Il mining è a tutti gli effetti un’attività produttiva!
Un miner non si limita ad acquistare Bitcoin sperando che il suo prezzo aumenti. Acquista hardware, energia e capacità computazionale e li mette al lavoro per partecipare direttamente alla sicurezza della rete Bitcoin e ricevere in cambio BTC. Si tratta di una differenza concettuale fondamentale, che si traduce in altrettante macroscopiche differenze pratiche...
Dal prezzo all’infrastruttura
Investire in Bitcoin significa esporsi all’evoluzione del valore di un asset digitale. Investire nel mining significa invece entrare, con modalità e rischi differenti, nell’infrastruttura che permette a quell’asset di esistere.
È un po’ come distinguere tra acquistare una materia prima e investire nella capacità produttiva necessaria per estrarla.
Il mining, infatti, è diventato un’industria globale altamente competitiva. La potenza computazionale della rete Bitcoin si trova ormai intorno a 922 exahash al secondo, un livello che testimonia la scala raggiunta dall’infrastruttura mondiale dedicata al protocollo.
Questo processo ha trasformato profondamente il settore. Il mining domestico appartiene ormai a un’altra epoca, impossibile da riprodurre, se non per pochi appassionati che oggi possono solo divertirsi senza alcuna remota prospettiva di guadagno reale. Oggi competono operatori che cercano continuamente di ottimizzare tre variabili fondamentali: costo dell’energia, efficienza delle macchine e capacità di mantenere operativi gli impianti, il tutto in una logica iper-industriale dove innovazione e anticipazione del futuro sono i due imperativi fondamentali.
Ed è proprio questa natura industriale a rendere il mining interessante per un investitore.
Il vero elemento da osservare: l’efficienza
Il prezzo di Bitcoin conta, naturalmente. Ma non è l’unica variabile. Un miner efficiente può produrre Bitcoin a un costo inferiore rispetto a un concorrente meno efficiente. Questo significa che, quando le condizioni di mercato migliorano, non tutti gli operatori beneficiano nello stesso modo dell’aumento dei ricavi.
La vera competizione avviene quindi sul costo di produzione. Hardware più efficiente, energia meno costosa, infrastrutture meglio organizzate e maggiore continuità operativa possono determinare una differenza enorme nell’economia complessiva dell’attività.
Per questo motivo il mining non dovrebbe essere presentato come una semplice scommessa sul prezzo di Bitcoin. Il rilancio è tutto spostato sull'efficienza. Questa è una prospettiva molto più interessante per un investitore che vuole avvicinarsi al settore con una logica industriale e di medio-lungo periodo.
Bitcoin cresce e la macchina produttiva deve crescere con lui
C’è poi un’altra considerazione che dobbiamo da subito comprendere a fondo. Bitcoin è un protocollo globale che continua ad attirare capitale, utenti, aziende e infrastrutture. La sua adozione aumenta mentre il sistema finanziario tradizionale comincia progressivamente a confrontarsi con l’esistenza di una nuova classe di asset digitali.
Parallelamente, la rete deve continuare a essere protetta. Il mining è precisamente il meccanismo attraverso cui questa protezione viene fornita e rafforzata. I miner competono per aggiungere nuovi blocchi alla blockchain, sostenendo con potenza computazionale l’intero sistema. In cambio ricevono ricompense e commissioni che sono esse stesse la cifra della perfezione di questo processo di protocollo.
Ad agosto, secondo i dati presenti nel citato articolo, i miner avevano già incassato 682,69 milioni di dollari tra sussidi sui blocchi e commissioni. La parte largamente prevalente proveniva ancora dalle ricompense sui blocchi.
Questo rende evidente un’altra caratteristica del settore: il mining è direttamente collegato alla scarsità programmata di Bitcoin.
La quantità di nuovi BTC immessi nel sistema non può essere aumentata arbitrariamente. Il protocollo stabilisce le regole e il mercato determina chi è in grado di produrre quei bitcoin nel modo economicamente più efficiente.
Perché guardare al mining proprio adesso?
La domanda non dovrebbe essere più collegata alla "salita" di Bitcoin, visto che tutti noi sappiamo che Bitcoin è strutturalmente costruito per salire, e sempre di più, nel medio-lungo termine. La domanda veramente interessante è un'altra:
Se Bitcoin continuerà ad avere un ruolo crescente nell’economia digitale, chi beneficerà della necessità di mantenere e far funzionare la sua infrastruttura?
La risposta comprende certamente il mining, ovvero chi sarà in grado di entrare a gamba tesa in questo specifico settore, superando le già descritte economie di scala in termini di potenza computazionale ed efficienza energetica.
E il momento di valutare un investimento infrastrutturale non coincide necessariamente con il momento di massimo entusiasmo del mercato. Al contrario, le fasi nelle quali la redditività viene compressa possono selezionare gli operatori più efficienti, eliminare quelli meno competitivi e creare condizioni interessanti per chi dispone di capitale, tecnologia ed energia a condizioni favorevoli.
Quando poi il prezzo di Bitcoin recupera, l’economia del settore può migliorare rapidamente di conseguenza, ed è esattamente ciò che il recente aumento dell’hashprice suggerisce.
Dal possesso alla produzione
Per anni Bitcoin è stato percepito principalmente come un asset da acquistare e conservare. Oggi questa visione è diventata incompleta. Attorno a Bitcoin esiste infatti un’economia sempre più articolata: infrastrutture, custodia, servizi finanziari, transazioni, beni e servizi direttamente acquistabili in BTC, tecnologia, energia e soprattutto mining organizzato su vasta scala.
Entrare nel mining significa quindi assumere una posizione diversa rispetto al semplice acquisto dell’asset. Non significa soltanto dire “Bitcoin aumenterà”, ma affermare un concetto molto più vasto:
Credo che l’infrastruttura Bitcoin continuerà ad avere valore e voglio partecipare economicamente alla sua produzione e al suo funzionamento, assicurandomi i vantaggi economici di tale scelta.
È una tesi d’investimento più complessa, ma anche potenzialmente più interessante. Il punto non è inseguire il prossimo movimento del prezzo. Il punto è capire dove si trova il valore strutturale dell’ecosistema Bitcoin. E una parte di quel valore si trova esattamente dove Bitcoin viene prodotto.
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