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Difendersi nell'Era del Vero Grande Fratello Anche in Europa

Non abbiamo bisogno di armi, ma di strumenti di pacifica difesa della nostra privacy e della nostra ricchezza personale.

erché la questione privacy dovrebbe iniziare a interessare sul serio qualsiasi medio cittadino europeo? Le scuse del tipo "non ho nulla da nascondere" e "lo fanno per la nostra sicurezza" sono ancora sostenibili?

Il quadro generale spero sia chiaro. Chiaro, almeno, a chi possiede ancora un minimo di raziocinio spendibile.

Gli stati e le nazioni sono ad oggi i primi soggetti a compiere stragi di proporzioni epiche, in barba a qualsiasi regola, diritto internazionale, valori morali, impostazioni costituzionali, tutela del cittadino e adesione a trattati che con fatica sono stati conquistati dopo lo scempio di due guerre mondiali.

Numerosi attivisti colpevoli solo di aver detto la pura e semplice verità sono stati tranquillamente colpiti attraverso il blocco dei loro conti correnti standard. Il tutto mentre criminali appurati riescono a ricattare istituzioni, accedere al potere e speculare a proprio uso e consumo.

Insomma, un mondo sempre più a due velocità, in cui il doppio peso e la doppia misura regnano sovrane. In altre parole un Grande Fratello ben più operativo e minaccioso delle tante metafore sovietiche che tanto sono state propagandate nel passato, facendoci credere che l'architettura del dollaro statunitense fosse chissà che bandiera di libertà.

La costante violazione della privacy diventa in questo caso il tassello propedeutico per controllare le masse, capire in anticipo chi può dare fastidio, colpire chi esce dal tracciato diventando magari "leggermente più ricco del consentito", e ovviamente monetizzare i dati di profilazione che ormai costituiscono uno dei più grandi e redditizi mercati a livello planetario. Della serie: se è gratis, allora il prodotto sei tu.

In questo articolo ho avuto modo di analizzare con una certa attenzione l'improvvisa accelerazione sul progetto euro digitale, citando eloquenti relazioni con cattive prassi democratiche oggi messe in atto in Europa, nonché forti dubbi sul progetto in sé.

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Nell'articolo dicevo, e ribadisco ancora, che l'unico modo di opporre resistenza è ormai dotarsi di reali ed efficaci (nonché assolutamente pacifici) sistemi di autodifesa. Perché le questioni di principio ormai sono ormai ideologia spicciola, che deve essere rapidamente sostituita da atteggiamenti molto più razionali e pragmatici.

Se "loro" saranno sempre più forti di "noi", allora noi dobbiamo almeno dotarci di una cassaforte blindata in grado di stivare efficacemente tanto i nostri soldi quanto le nostre informazioni cruciali e private.

Ma quali sono gli strumenti attivabili a vasto raggio di protezione? Lo vedremo di seguito...

Bitcoin: l'origine di ogni libertà

Nel 2009 è partita una rivoluzione, inizialmente silenziosa, oggi certamente molto più attiva e conosciuta, che ha cambiato la struttura stessa della finanza e dell'economia monetaria globale. Solo una minoranza si è accorta di questa rivoluzione, e il sistema classico, centralizzato, speculativo, guerrafondaio, imperialista e coercitivo, sta investendo molto per fare in modo che questa minoranza resti tale.

Parliamo ovviamente della rivoluzione Bitcoin, che come minimo ha portato sulle scene il tema della finanza decentralizzata imperniata sul concetto operativo di blockchain, e come massimo ha regalato al mondo un protocollo in grado di tornare, mutatis mutandis, al rigore dell'oro fisico (offerta limitata di collaterale) come garanzia di valore deflativo della moneta. Il tutto attraverso un sistema decentralizzato, privo di mediazioni bancarie e di soggetti in grado di decidere sulla ricchezza altrui.

Bitcoin non è ovviamente l'unico strumento da utilizzare per costruire un buon sistema di difesa personale, ma è certamente tra i maggiori pilastri da prendere in considerazione. Chi oggi non è in grado di crearsi un wallet digitale crittografico, e non ha la benché minima idea di come comprare, ricevere, conservare e trasmettere bitcoin (scritto minuscolo denota la valuta, ossia il BTC o satoshi che dir si voglia), può essere tranquillamente considerato un nuovo analfabeta digitale, paragonabile a una persona non ancora in grado di usare un indirizzo di posta elettronica o navigare nel Web.

Il consiglio spassionato resta dunque molto semplice: anche se vi sembra di non averne bisogno, informatevi su Bitcoin! A tale proposito noi del Bitcoin Veneto Team abbiamo scritto questa semplice guida che può da subito darvi un quadro molto chiaro di cosa sia e di come funzioni.

Non solo Bitcoin: finanza decentralizzata

Molti di voi avranno, come ragionevole, un mutuo in banca, rate da pagare mensilmente per l'acquisto di automobili ed elettrodomestici, un conto deposito che vi eroga un certo (misero) interesse annuale, e via discorrendo...

Nulla di sbagliato, intendiamoci. D'altra parte potremmo fare diversamente, almeno per gran parte dei movimenti finanziari che ci troviamo ad affrontare quotidianamente?

Eppure molti di noi sanno (anche se spesso fanno finta di non sapere) che i soldi che abbiamo in banca non sono nostri, ma rientrano nella fattispecie delle passività a vista che determinati soggetti, cioè gli intermediari finanziari, contraggono nei nostri confronti, elargendo quelli che appaiono a tutti gli effetti come prodotti e servizi.

Vale a dire: se tutto va bene, allora andiamo bene anche noi; ma se capita qualcosa, di certo gli intermediari faranno di tutto per non onorare il loro debito nei nostri confronti. E qui in Italia sappiamo benissimo ciò che è avvenuto in ambito bancario dalla fine degli anni Ottanta in poi: fusioni continue, tracolli, salvataggi pubblici, collettivizzazione dei debiti e cordoni sanitari per rendere intoccabili i VIP del management.

Eppure esiste un'alternativa decentralizzata anche a questo! Si chiama in gergo DeFI, appunto Decentralized Finance, e annovera decine di interessanti protocolli per far lavorare i nostri capitali, pochi o tanti che siano, senza chiedere nulla a banche e istituti classici.

La DeFi consente di ricevere interessi attivi con rendimenti dai più bassi e certi ai più alti e di lungo periodo, oppure di mettere a garanzia fondi crittografici per ricevere prestiti a tassi prossimi allo zero, nonché decine e decine di altre operazioni efficaci, spesso basate su cosiddette stablecoin (monete digitali a collaterale valutario classico, come dollari, euro o franchi svizzeri).

Insomma, una buona occasione non dico per emanciparsi completamente dalle banche, ma almeno per costruire un proprio "piano B" anche in senso strettamente finanziario, oltre che di semplice uso pratico e custodia della ricchezza.

Tutto il resto: comunicazioni personali e many-to-many

Ormai ogni nostra attività transita attraverso il Web, e il Web è un luogo pericoloso, sia i quanto tale (presenza di hacker, scammer, truffe online e via discorrendo), sia per effetto di quella crescente policy del controllo di massa di cui abbiamo parlato.

Snocciolare qui un trattato operativo di buone prassi per la segregazione dei nostri dati personali e delle nostre comunicazioni, banalmente, è un'operazione impossibile: primo, perché ci vorrebbe troppo inchiostro digitale per esaurire tutti gli argomenti da trattare; secondo, perché comunque determinate procedure vanno necessariamente eseguite da personale esperto, e attraverso interventi di persona o comunque one-to-one, ovvero faccia a faccia col cliente.

Noi del Bitcoin Veneto Team abbiamo personale esperto in materia, quindi il consiglio resta sempre quello di contattarci. Ma alcune buone prassi possono essere già qui riassunte per punti fondamentali.

  • Chat personali: WhatsApp e Telegram vanno bene per comunicare la lista della spesa, ma per le comunicazioni veramente private usate Signal, oppure Radar Chat.
  • Mail: Gmail non è certamente il massimo in materia di privacy. L'ideale sarebbe da subito orientarsi verso servizi come Proton, Tutanota o AtomicMail.
  • Protezione generale durante la navigazione: Specie in caso di navigazione in luoghi pubblici sarebbe buona cosa utilizzare una VPN, servizo che oggi viene offerto sia a pagamento che gratuitamente da vari provider, tra cui la stessa citata Proton. Di recente browser come Firefox e Vivaldi hanno incluso una VPN assolutamente gratuita nelle loro impostazioni standard.
  • Motori di ricerca: Al posto di Google utilizzare DuckDuckGo, Ecosia, Qwant o StartPage.

Qualche conclusione, seria

La privacy non è una questione solo personale. Noi tutti, di fatto, siamo ormai nodi di una grande rete che include contatti vicini e lontani, conosciuti e semisconosciuti, e qualsiasi violazione nei nostri confronti può diventare, a cascata, un reticolo di ulteriori violazioni in grado di raccogliere dati numericamente esponenziali.

L'uso truffaldino o ambiguo di questi dati può rivelarsi estremamente fastidioso, oppure, nel caso di accesso a password, seed phrase e contenuti sensibili, addirittura molto pericoloso, e non solo per noi.

Teniamone conto da subito.

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